Marina de Tommaso - Presidentessa Società Italiana Studio Cefalee
L’emicrania rappresenta una patologia altamente invalidante, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ai primi posti fra le patologie neurologiche in termini di costi sociali e sanitari. Non deve essere considerata una patologia di nicchia, ma una condizione in grado di impattare sul livello generale della salute, al pari dell’ipertensione e della dislipidemia. La conoscenza dei criteri diagnostici e del trattamento devono far parte del bagaglio di conoscenze del medico e anche di operatori della salute in grado di contribuire alla prevenzione dell’evoluzione verso le forme croniche più invalidanti e difficili da trattare. La recente introduzione di terapie definite “target”, cioè concepite su specifici meccanismi patogenetici alla base del dolore emicranico, ha certamente migliorato le prospettive di trattamento ma ha parimenti sollevato la problematica dei percorsi di accesso alle cure, certamente non confinabili a pochi Centri dotati di esperienza ma spesso poco rappresentati sul territorio. I percorsi diagnostico-terapeutici devono ricomprendere tutti i livelli di assistenza, dal medico di medicina generale, allo specialista neurologo, al pronto soccorso, all’ambulatorio e centro cefalee in grado di rispondere alle esigenze di pazienti con diverso livello di complessità. La presa in carico dei pazienti afferiti agli ambulatori specialistici e ai centri cefalee, deve avvenire necessariamente sul territorio ed essere multidisciplinare, con il coinvolgimento del medico d base e pediatra di...
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